Chiunque possieda una stampante 3D, specialmente i fortunati possessori di sistemi multicolore come l’AMS di Bambu Lab o il CFS di Creality, conosce bene il “dolore” di vedere grammi su grammi di plastica finire dritti nella spazzatura. Oggi, però, il colosso Creality ha deciso di cambiare le regole del gioco presentando una soluzione definitiva: il Filament Maker M1 e lo Shredder R1.

Presentato tramite una campagna di crowdfunding, questo sistema desktop promette di fare quello che finora è stato il “sacro graal” dei maker: tritare gli scarti e rigenerare bobine di filamento pronte all’uso direttamente sulla propria scrivania.

Come funziona il riciclo domestico 2.0 di Creality

Il sistema si divide in due moduli complementari. Lo Shredder R1 ha il compito di sminuzzare i supporti, i modelli usciti male e gli scarti dei cambi colore in piccoli pezzi di plastica uniforme. Questi passano poi nel Filament Maker M1, un estrusore desktop che fonde il materiale e lo trasforma in un filamento preciso, riavvolgendolo automaticamente in una nuova bobina.

Fino ad oggi, i sistemi di riciclo casalinghi sono stati complessi, costosi e spesso producevano filamenti di pessima qualità che intasavano gli ugelli. Creality punta invece a un processo fluido e, soprattutto, economicamente sostenibile.

Perché questa volta potrebbe funzionare?

Il successo dell’operazione dipenderà da due fattori che Creality conosce bene: prezzo e semplicità. Se il costo del kit sarà inferiore a quello di poche decine di bobine nuove, il ritorno sull’investimento per un maker appassionato sarà immediato.

Inoltre, resta aperta la grande sfida della compatibilità: il sistema permetterà di mescolare brand diversi? Se Creality riuscirà a garantire un filamento stabile anche da plastiche “miste”, potremmo essere davanti alla più grande rivoluzione green della stampa 3D domestica degli ultimi dieci anni.