Il mondo della stampa 3D si arricchisce di un nuovo protagonista. Bambu Lab, azienda che negli ultimi anni ha conquistato maker e professionisti con macchine potenti e accessibili, ha lanciato la nuova H2S, una stampante che promette di ridefinire gli standard di rapporto qualità-prezzo.
La macchina parte da 1249 dollari e offre un volume di stampa di 340×320×340 mm, il doppio rispetto alla X1C. Non solo: è anche 30% più veloce, un vantaggio chiave per chi lavora su produzioni di serie o necessita prototipi rapidi.
Perché una singola testina è un vantaggio
Una delle scelte più sorprendenti è l’adozione di un design a ugello singolo. Se a prima vista può sembrare un limite rispetto alle doppie estrusioni, in realtà è una strategia precisa: meno complessità, meno manutenzione, maggiore velocità e costi ridotti.
Secondo Bambu Lab, rinunciare al dual nozzle non significa rinunciare a performance: i materiali più diffusi e tecnici possono essere lavorati senza problemi grazie al nozzle da 350°C, alla camera riscaldata a 65°C e a un sistema di ventilazione ottimizzato.
Tecnologia e sensori ovunque
Nonostante il prezzo accessibile, la H2S non scende a compromessi sul fronte tecnologico. Integra 23 sensori e tre telecamere per monitoraggio e calibrazione costante. A spiccare è l’estrusore PMSM (Permanent Magnet Synchronous Motor), progettato per garantire più potenza e precisione rispetto agli estrusori tradizionali.
Per chi cerca la massima accuratezza è disponibile anche il Vision Encoder calibration tool, un accessorio opzionale pensato per migliorare la qualità delle stampe.
Prezzi e varianti
La strategia commerciale di Bambu Lab è chiara: offrire più configurazioni per intercettare diversi segmenti di mercato.
- H2S base: € 1.149,00, disponibile da ottobre
- H2S con AMS 2 Pro: € 1.399, già in vendita
- H2S Laser: € 1.999, già disponibile
La gamma si affianca agli altri modelli H2D e H2D Pro, posizionando l’H2S come la macchina “produttiva” per chi cerca velocità e volumi elevati a costi contenuti.
Print farm, università e oltre
Il target naturale della H2S sono le print farm, le università e i laboratori di ricerca. Per produzioni basate su modelli ottimizzati per la stampa senza supporti, questa stampante può garantire tempi ridotti, maggiore uptime e minore rischio di fallimenti.
Allo stesso tempo, la semplicità la rende appetibile anche per maker avanzati e startup che hanno bisogno di un sistema robusto e scalabile.
Strategia: tante macchine, stesso cuore tecnologico
Con l’H2S, Bambu Lab conferma una strategia molto simile a quella adottata da brand cinesi come DJI o Haier: offrire un’ampia gamma di modelli costruiti su un core tecnologico comune.
Questo consente all’azienda di ridurre i costi, diffondere più velocemente le innovazioni software e hardware e conquistare fette di mercato diversificate. L’H2S, con il suo mix di semplicità e potenza, rappresenta il tassello mancante per chi cerca una stampante 3D a metà strada tra il mondo consumer e quello enterprise.